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    SMPTE - Sezione Italiana
            BOLLETTINO 78
              Maggio 2007



EDITORIALE
Le due massime manifestazioni della tecnologia televisiva, la IBC di Amsterdam ed il NAB di Las Vegas, accendono regolarmente i loro riflettori nella direzione su cui si concentra in quel momento l’attenzione degli addetti ai lavori che, con la loro presenza, rendono vive ed operanti tali manifestazioni.
Per anni i riflettori sono stati accesi sulla televisione ad alta definizione, la cosiddetta HDTV. Dall’ultima edizione dell’IBC, nello scorso settembre, pur restando alta l’attenzione verso tale tema, i riflettori sono stati girati in un’altra direzione, quella della IPTV, la televisione via internet. Ed anche l’edizione di quest’anno del NAB, tenutosi a Las Vegas nello scorso mese di aprile, ha seguito tale tendenza: ora al centro dell’attenzione non c’e' piu' la HDTV bensi' la IPTV.
Cosa e' successo? Forse che la HDTV non e' piu' di moda, mentre lo e' divenuta la IPTV? No, nulla di tutto questo. Semplicemente: un’aspettativa e' divenuta realta' ed un’altra aspettativa si e' profilata all’orizzonte. Il tutto in una stringente logica di globalizzazione fra i vari media della comunicazione.
Per quanto riguarda la HDTV e' stato acquisito il concetto che "la televisione ad alta definizione dovra' diventare LA TELEVISIONE". Nonostante le pastoie che un sistema legislativo, troppo legato a vecchi schemi, tenta ancora di stringere intorno alle gambe della diffusione televisiva, specie sul digitale terrestre, il mondo dei costruttori da una parte e quello dei produttori dall’altra hanno compreso che sarebbe stolto puntare ancora su due domini separati, quello della SDTV (la televisione digitale convenzionale) e quello della HDTV. La tendenza dei costruttori e' ormai quella di concentrare la loro attivita' pressoche' esclusivamente su apparati in HDTV, abbassandosi cosi' i costi e semplificandosi il mercato. Dall’altro canto, la tendenza dei produttori e' quella di munirsi di apparati in HDTV per semplificare le loro strutture e per offrire un piu' lungo tempo di vita, e quindi un maggior valore, ai loro prodotti audiovisivi. Gli utenti poi hanno visto d’un colpo sparire i vecchi cinescopi a raggi catodici in formato 4:3, sostituiti radicalmente da schermi piatti, di dimensioni anche rilevanti e di piu' elevata risoluzione, tutti comunque a schermo largo (16:9). Hanno anche visto allargarsi all’alta definizione l’offerta di DVD (Blu-Ray e HD-DVD) e di handycam (lo standard HDV). Sono tutte queste delle chiare premesse per una crescente attenzione del pubblico per gli schermi ad alta definizione, anche indipendentemente da quello che i broadcaster vorranno o potranno fare.
Per quanto riguarda la IPTV il discorso e' ben piu' complesso, coinvolgendo stili di vita ormai consolidati da piu' di mezzo secolo. L’offerta dei programmi televisivi arriva ormai non solo dalle convenzionali reti televisive, siano esse ancora analogiche o gia' digitali, ma anche da altre reti gia' da molti anni operative per specifici servizi, quali quelli dell’informatica e quelli della telefonia mobile. La forza dei sistemi digitali che tali nuovi servizi supportano e, grazie alla tecnologia digitale, dei sempre piu' evoluti sistemi di compressione che ormai dominano la scena della comunicazione ha allargato a dismisura le possibilita' operative delle reti internet e di quelle della telefonia cellulare. Ne consegue che l’offerta all’utenza di servizi televisivi, anche gia' in alta definizione, giunge non solo dalle convenzionali reti televisive (ci si chiede quanti anni ancora capaci di durare), ma anche, con una virulenza inaspettata, dalle nuove reti internet e di telefonia mobile. Il vecchio mondo della televisione analogica sta svanendo nel passato, mentre quello della nuova televisione digitale, forse anche saltando la fase intermedia della televisione terrestre, va puntando su ambiti piu' efficienti e sgombri da troppi condizionamenti. La vecchia televisione basata sulle antenne yagi e sul nastro magnetico cede il passo alla nuova televisione "basata sul file" (file-based). La copertina del SMPTE Journal "Motion Imaging" dello scorso gennaio e', a tale riguardo, significativa: il mondo catturato dalla rete internet. Chi ha orecchie per intendere intenda.


ATTIVITA’ DELLA SEZIONE ITALIANA DELLA SMPTE

GIORNATA SMPTE SUL DISCO OTTICO IN ALTA DEFINIZIONE, Sony Italia, via G.Galilei 40, Cinisello Balsamo, 12 giugno 2007.
In collaborazione con la Sony Professional Solutions Europe, la Sezione Italiana della SMPTE organizza per il giorno martedi' 12 giugno, presso la sede di Milano della Sony, sita a Cinisello Balsamo in via G.Galilei 40, una Giornata di Studio dedicata agli sviluppi del DVD in alta definizione.
La Giornata, aperta ai soci e simpatizzanti SMPTE, avra' inizio alle ore 10.00 con una Sessione Teorica occupata da relazioni presentate da esperti europei sul tema dei supporti ottici per la HD ed in particolare sulle tecnologie del disco ottico a laser blu-violetto per uso professionale, e sulle loro implicazioni nella produzione. Seguira' nel pomeriggio una Sessione Pratica con la dimostrazione dei prodotti XDCAM HD che impiegano dischi di tale tipo.
La tecnologia di registrazione digitale su supporti ottici si inserisce oggi in un quadro tecnologico oltremodo complesso. Sono ormai passati quasi quarant’anni da quando il Dr. Takashi Fujio, direttore dei Laboratori di ricerca della NHK, l’ente televisivo pubblico giapponese, ebbe la prima intuizione della possibilita' di traghettare il piccolo schermo televisivo verso il grande schermo cinematografico. Nasceva cosi' il concetto di "electronic cinema" che la tipica tenacia giapponese avrebbe portato a compimento.
Da tale intuizione sarebbero nati quei tre "media" che oggi polarizzano il mercato della "moving picture": la HDTV (televisione ad alta definizione), il digital cinema e lo home theatre. Catalizzatori essenziali per il successo di questi media sono stati i progressi conseguiti nel settore dell’acquisizione delle immagini (con lo sviluppo dei sensori CCD e CMOS), in quello del loro trasporto, con i progressi conseguiti nella compressione (MPEG-4, VC-1), nei sistemi di trasmissione (modulazione multiportante) e di registrazione (dischi magnetici ed ottici, memorie statiche), ed in quello della loro restituzione (sviluppo degli schermi piatti e dei sistemi avanzati di videoproiezione).
I sistemi di registrazione hanno dunque rappresentato, nello sviluppo dell’alta definizione, una componente fondamentale. Fra di essi il disco ottico costituisce il punto di arrivo di un lungo percorso che ha severamente impegnato in tutti gli ultimi 40 anni ricercatori, tecnici ed utilizzatori.


SMPTE MOTION IMAGING JOURNAL

Sul numero di Gennaio del 2007 del SMPTE Journal "Motion Imaging" è apparso un articolo sul quale e' doveroso richiamare l’attenzione. L’articolo, a firma di Al Kovalick e intitolato "The essentials of AV/IT Systems", offre un quadro chiaro sulle strategie che i sistemi audiovisivi (AV) vanno adottando nel loro incontro-scontro con la tecnologia dell’informazione (IT). L’autore ha conseguito in tale campo un’ampia esperienza avendo lavorato come progettista ed esperto di strategie tecniche prima in Hewlett-Packard, poi alla Pinnacle Systems e presentemente alla Avid Technology. Detiene 18 brevetti in materia, e' impegnato nella formazione ed e' l’autore del testo "Video Systems in an IT Environment".
L’adozione dei sistemi di trasporto via reti internet (networked media) sta rivoluzionando il modo col quale l’audiovisivo veniva tradizionalmente prodotto e distribuito. I networked media stanno liberando i sistemi audiovisivi dalle rigidita' temporali legate alla registrazione su nastro, aprendo nel contempo la via a nuove forme di connessione, immagazzinamento e gestione.
Il dominio dell’IT (Information Technology) e' cresciuto con grande rapidita' negli ultimi anni, guadagnando, con i suoi sistemi e servizi, un mercato mondiale di piu' di 700 miliardi di euro. Di contro, il mercato delle strutture broadcast, preminente attore nel dominio audiovisivo AV, supera di poco i 9 miliardi di euro. Il rapporto fra i pesi dei due domini ammonta dunque a circa 80:1, determinando cie' una decisa attrazione gravitazionale dell’IT nei confronti dell’AV come appare chiaramente dalla Figura 1. In essa viene anche evidenziata la zona di sovrapposizione fra i due domini, zona contenente quei nuovi apparati e sistemi AV/IT ibridi basati su concetti legati ad ambedue le regioni. In altre parole, i sistemi AV operanti in tale zona vengono sviluppati adottando le tecnologie ed i componenti forniti dal mercato IT per trasportare, immagazzinare e manipolare gli assetti AV.
Ma come effettuare il trasporto di assetti AV fra apparati o domini impiegando reti IT? La Figura 2 illustra le tre principali situazioni, ove col termine di AV Client si intende ogni sistema dotato di mezzi di accesso I/O (input/output) a reti o collegamenti (ad esempio SDI per segnali non compressi) per informazioni audiovisive AV, mentre con streaming si intende il flusso in tempo reale (RT) dei dati AV su tali reti o collegamenti. I tre metodi fondamentali per muovere i dati AV su reti IT sono:
(1) accesso diretto dei dati AV ad un sistema di immagazzinamento (storage) sia in tempo reale RT (real time), sia in tempo differito NRT (non real time).
(2) streaming dei dati AV usando reti LAN o WAN od anche connessioni tradizionali
(3) trasferimento di files su reti LAN o WAN in tempo reale (RT) o non (NRT).
Alcuni sistemi si basano solo su un metodo, altri invece usano una miscela ibrida dei tre metodi illustrati, presentando quindi vantaggi e svantaggi che vanno valutati in relazione ai workflows da attuare. In particolare, il client centrale nella figura e' in grado di riconoscere tutti i tre metodi.
I clients possono a loro volta essere distinti in quattro classi differenti, ciascuna con i suoi pregi e difetti a seconda delle applicazioni:
- classe 1 è la piu' semplice e tradizionale, con ingressi ed uscite analogiche (video composito o a componenti), senza alcuna connessione a reti (standalone), rappresentando un passato analogico formato da sistemi di registrazione su nastro, sale di edizione lineare, sistemi di amplificazione e di controllo centrale, ecc.
- classe 2 sviluppata a meta' anni ’90 come integrazione fra il mondo AV tradizionale e quello IT, opera in digitale non compresso (SDI) ed ha connessioni LAN per streaming AV, scambio di files ed immagazzinamento in tempo reale.
- classe 3 è interamente inserita in rete (fully networked), con accessi a immagazzinamento esterno in tempo reale mediante connessioni via Fiber Channel (fino a 4 Gbits/sec) o LAN (Ethernet, fino a 10 Gbits/sec) o IEEE 1394 e USB 2.0 (per piccole memorie locali).
Queste classi di clients sono rappresentate in Figura 3.
Una critica mossa spesso alla connettività delle reti IT è che esse non sono in grado di assicurare un servizio in tempo reale (isochronous delivery), giungendo quindi alla conclusione che tali reti non siano adatte al trasporto di segnali video. Invero, anche se tali affermazioni sono veritiere, è pur sempre possibile rendere le reti IT isocrone mediante l’impiego di "buffer", cioe' di dispositivi di immagazzinamento temporaneo che agiscono come memorie veloci, in grado di contenere le informazioni in transito compensandone il flusso e quindi consentendo, al pari del sistema SDI, una fruizione dell’informazione in tempo reale. Tale traguardo puo' essere conseguito distribuendo una serie di buffer nei punti strategici della catena produttiva come indicato in Fig.4.
Per maggiori approfondimenti si rinvia all’articolo in questione.




SMPTE – Bollettino della Sezione Italia

c/o Franco Visintin

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SMPTE Motion Imaging Journal, gennaio 2007
Fig.1, aree di interazione fra i domini AV ed IT
Fig.2, metodi di trasporto dei dati AV
Fig.3, le quattro classi dei clients
Fig.4, come far lavorare una rete IT in tempo reale